Australia
Si, Australia.
Come avrete visto in questo periodo ogni immagine riguarda la più grande isola del mondo.
Il viaggio in Australia che tanto mi preoccupava prima di partire, è terminato, finito: purtroppo.
Dire che questa esperienza è stata stupenda, vuol dire essere riduttivi.
Il paese è bellissimo, la gente cordiale e solidale, gli spazi incredibili (almeno per le mie abitudini), ci si vive benissimo e con facilità: qualche appunto sul cibo potrei anche farlo, ma solo per avere un atteggiamento superiore perché in realtà, si mangia egregiamente anche se ovviamente non si può pretendere di trovare quello che mangiamo in Italia, ma per alcune cose si supera il bel paese.
Il caffè ecco, ho trovato un difetto: ma è veramente un difetto? Ho visto che se ne può fare a meno.
Non bevendone mai ho dormito sempre come un ghiro per tutta le lunghe notti invernali.
Non posso soffermarmi su quanto visto, vissuto, assaggiato, conosciuto; ci tengo però a dire che ne è valsa la pena e che potendo ripartirei domattina ( e stavolta con tutta la famiglia al seguito compreso chi sta arrivando ) senza alcun ripensamento né timore.
Bella la vita padre-figlio, ha funzionato, è stata costruttiva per entrambi.
Non siamo cambiati, ma ci siamo conosciuti meglio: siamo riusciti (in verità il cammino continua, non è terminato) ad accettare vicendevolmente i nostri difetti, a riconoscerli, ad argomentarli un poco.
Non esiste un padre perfetto e nemmeno un figlio perfetto: lo sapevamo anche prima di partire, ora però ne siamo consapevoli, e questa conoscenza ci fa persino piacere.
Siamo tornati senza essere una evoluzione di noi stessi, ma anche solo per le piccole cose che sono cambiate e per le diverse esperienze vissute assieme: ne è valsa la pena.
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